Guida · acconti
Acconti del regime forfettario
Quanto versare a giugno e a novembre, quando l’acconto non è dovuto e quando si paga in un’unica soluzione. Il calcolatore applica queste regole ai tuoi numeri.
Conta quello che hai incassato, non quello che hai fatturato (principio di cassa).
Coefficiente di redditività: 78% dei ricavi è reddito.
Il 5% vale per l’anno di inizio e i 4 successivi, se nei 3 anni prima non avevi attività e non prosegui un lavoro precedente.
Si deducono dal reddito: conta quelli pagati davvero nell’anno (anche se riferiti all’anno prima).
Stima per l’anno d’imposta 2026
Ecco quanto paghi per il 2026:
€ 9.610,38
Imposta sostitutiva + contributi INPS dell’anno. Negli F24 da oggi in poi verserai € 18.000,68, compresi gli acconti 2027 che si pagano insieme al saldo.
- Reddito forfettario
- € 23.400,00
- 78% dei ricavi
- Reddito imponibile
- € 23.400,00
- meno i contributi versati
- Imposta sostitutiva
- € 3.510,00
- aliquota 15%
- Contributi INPS
- € 6.100,38
- Gestione Separata
Piano F24 · anno d’imposta 2026
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- 30 giugno 2027€ 13.805,53Saldo 2026 e 1° acconto 2027
- 30 novembre 2027€ 4.195,152° acconto 2027
Date e importi sono gratis. Codici, PDF compilati e calendario si sbloccano con il Piano. Pagamento sicuro con Stripe, codici sconto accettati.
Verifica con il tuo commercialista (3)
- Ripartizione degli acconti INPS (Gestione Separata 80% in due rate da 40%; artigiani e commercianti 100% in due rate da 50%): prassi diffusa, non confermata da una fonte INPS primaria.
- Gli acconti 2027 usano le regole del 2026: dal 1° gennaio 2027 il forfettario passa nel nuovo Testo unico (D.Lgs. 117/2026) e le fonti consultate non indicano cambi di sostanza.
- Soglia di 51,65 € per non versare l’acconto: confermata per l’IRPEF, applicata per prassi all’imposta sostitutiva.
Software, non consulenza fiscale. Non trasmettiamo né paghiamo F24 per conto tuo e non prepariamo dichiarazioni. Importi e scadenze calcolati sono stime basate sui dati che inserisci e sulle regole pubblicate da Agenzia delle Entrate e INPS: verifica sempre con il tuo commercialista prima di pagare. Termini.
La regola in tre righe
- Se l’imposta sostitutiva dell’anno precedente (rigo LM42 del modello Redditi) non supera 51,65 euro, l’acconto non è dovuto.
- Se l’acconto non supera 206 euro, lo versi in un’unica soluzione entro il 30 novembre, con il codice 1791.
- Altrimenti lo dividi in due rate uguali del 50%: la prima con il saldo di giugno (codice 1790), la seconda entro il 30 novembre (codice 1791).
L’acconto totale, con il metodo storico, è pari al 100% dell’imposta dell’anno precedente. Il 50% + 50% vale per i forfettari dal 2019 (Risoluzione 93/E/2019) ed è confermato dall’Agenzia delle Entrate anche per il 2026; la regola “40% + 60%” e la soglia di 257,52 euro per l’acconto unico che si leggono spesso riguardano invece chi non è soggetto agli ISA né forfettario.
Un esempio
Nel 2025 hai pagato 3.000 euro di imposta sostitutiva. Nel 2026 gli acconti sono 3.000 euro: 1.500 con il saldo di giugno (prorogato al 20 luglio per il 2026) e 1.500 entro il 30 novembre. Se invece l’imposta 2025 fosse stata 180 euro, avresti pagato un acconto unico di 180 euro a novembre; con 40 euro, nessun acconto.
Saldo: dove si incontrano acconti e imposta vera
L’anno dopo, quando fai la dichiarazione, confronti l’imposta effettiva con gli acconti versati. Se hai versato meno, paghi la differenza come saldo (codice 1792, anno d’imposta); se hai versato di più hai un credito, che puoi usare in compensazione nell’F24 o chiedere a rimborso. Il calcolatore lo mostra in automatico: inserisci nella parte “Acconti già versati e rate” l’imposta dell’anno prima e quanto hai già pagato.
Rateizzare
Il saldo e il primo acconto possono essere pagati a rate mensili, con scadenza il 16 di ogni mese e ultima rata entro il 16 dicembre, con interessi del 4% annuo (codice 1668). Il secondo acconto di novembre non si può rateizzare. Nell’F24 la rata si indica nel formato NNRR: la terza di sei rate è 0306. Vedi la tabella completa nella pagina dei codici tributo del forfettario.
Date
Primo acconto con il saldo entro il 30 giugno (o nei 30 giorni successivi con lo 0,40%), secondo acconto entro il 30 novembre. Per il 2026 trovi tutte le date effettive nel calendario delle scadenze.
Domande frequenti
Il primo anno di attività si pagano gli acconti?
Con il metodo storico no: l’acconto si calcola sull’imposta dell’anno precedente, che nel primo anno non c’è. Il secondo anno, quindi, paghi il saldo del primo anno più gli acconti del secondo, ed è il momento in cui molti forfettari trovano l’F24 più pesante del previsto.
Perché i forfettari pagano 50% e 50% e non 40% e 60%?
Perché la ripartizione in due rate uguali prevista per i soggetti ISA si applica anche a chi è in regime forfettario, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione 93/E del 12 novembre 2019.
Posso pagare meno acconto se quest’anno guadagno meno?
Sì, con il metodo previsionale: calcoli l’acconto sull’imposta che prevedi per l’anno in corso. Se però la previsione si rivela troppo bassa paghi sanzioni e interessi sulla differenza, quindi è una scelta da fare con il commercialista.
Gli acconti INPS seguono le stesse regole?
Si pagano alle stesse date, ma con percentuali diverse: per la Gestione Separata la prassi è l’80% del contributo dell’anno precedente in due rate del 40%, per artigiani e commercianti il 100% del contributo sull’eccedenza in due rate del 50%. Non abbiamo trovato queste percentuali in una fonte INPS primaria: verificale.
Paghi in regime forfettario?
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