Regime forfettario 2026: limiti, novità e cosa cambia nel 2027
Forfettario 2026: limite di 85.000 €, uscita immediata oltre 100.000 € con esempio, 15% o 5%, soglia di 35.000 € per i dipendenti e il nuovo TUIR dal 2027.
Redazione F24 EditabileAggiornato il 8 min di lettura
In breve
Nel 2026 il regime forfettario funziona come nel 2025: entri se nel 2025 hai incassato al massimo 85.000 €, paghi il 15% (o il 5% nei primi cinque anni) e, se nel 2026 superi i 100.000 € di incassi, esci subito, con IVA dalla fattura che fa superare la soglia. Fino al 2026 il limite per i redditi da lavoro dipendente è di 35.000 €. Dal 2027 la disciplina passa nel nuovo TUIR e quel limite torna a 30.000 €, salvo proroga.
In questa pagina
Il regime forfettario resta il punto di partenza per la maggior parte delle nuove partite IVA individuali: un’imposta sostitutiva unica al posto di IRPEF, addizionali e IRAP, niente IVA in fattura e una contabilità minima. Per il 2026 le regole non sono cambiate nella sostanza, ma ci sono alcune scadenze e proroghe da conoscere.
Dal 1° gennaio 2027 cambia invece la legge di riferimento. Più sotto trovi cosa è già scritto in Gazzetta Ufficiale e cosa, ad oggi (23 ottobre 2026), è solo un’ipotesi.
Quali sono i limiti del forfettario nel 2026?
Per applicare il forfettario nel 2026 guardi i dati del 2025:
- ricavi o compensi fino a 85.000 €, ragguagliati ad anno se hai iniziato in corso d’anno. Se hai più attività con codici ATECO diversi, li sommi;
- spese per lavoro fino a 20.000 € lordi: dipendenti, collaboratori, lavoro accessorio e somme agli associati in partecipazione;
- nessuna causa di esclusione. Tra le principali: partecipazioni in società di persone o il controllo di SRL con attività riconducibili alla tua, attività svolta in prevalenza verso il tuo datore di lavoro attuale o degli ultimi due anni, redditi da lavoro dipendente sopra soglia.
La soglia per i redditi da lavoro dipendente e assimilati è di 35.000 € per il 2025 e il 2026, poi torna a 30.000 €. Tutti i dettagli, con gli esempi, sono in forfettario e lavoro dipendente.
Chi apre la partita IVA nel 2026 entra nel regime dichiarando, nella comunicazione di inizio attività, di presumere di rispettare i requisiti. Se devi ancora farlo, la nostra guida su come aprire la partita IVA forfettaria spiega i passaggi.
Cosa succede se superi 85.000 o 100.000 euro?
Conta quanto incassi nell’anno (principio di cassa), non quanto fatturi. Le soglie sono due:
| Incassi nel 2026 | Cosa succede |
|---|---|
| fino a 85.000 € | resti forfettario anche nel 2027 (se non hai altre cause di esclusione) |
| tra 85.000,01 € e 100.000 € | resti forfettario per tutto il 2026 ed esci dal 1° gennaio 2027 |
| oltre 100.000 € | esci subito, dal momento dell’incasso che fa superare i 100.000 € |
Con l’uscita immediata cambiano due cose.
- IVA. Secondo la circolare 32/E del 2023, la linea di demarcazione è l’incasso che fa superare i 100.000 €. La fattura incassata in quel momento va integrata con l’IVA, anche se l’avevi emessa senza. Le fatture successive vanno emesse con IVA, e da lì partono liquidazioni periodiche e dichiarazione IVA. Le fatture emesse prima di quell’incasso restano forfettarie, anche se le incassi dopo.
- Imposte sui redditi. Per tutto l’anno del superamento il reddito si determina con le regole ordinarie: ricavi meno costi effettivi, tassati con IRPEF a scaglioni e addizionali al posto del 15%. Questo vale anche per i mesi passati nel forfettario.
Esempio · Uscita oltre i 100.000 € nel 2026
Giulia è una consulente in forfettario. Al 30 settembre 2026 ha incassato 80.000 €. A ottobre emette, senza IVA, tre fatture: A da 4.000 €, B da 22.000 € e C da 5.000 €.
| Data | Fatto | Incassato da inizio anno |
|---|---|---|
| 30 settembre | incassi fino a oggi | 80.000 € |
| 20 novembre | incassa la fattura B (22.000 €) | 102.000 € |
| dicembre | incassa A e C (9.000 €) | 111.000 € |
- Il 20 novembre supera i 100.000 € ed esce dal regime in quel momento.
- Deve integrare la fattura B con l’IVA al 22%: 22.000 × 22% = 4.840 €, che può chiedere al cliente in rivalsa.
- Le fatture A e C erano già emesse prima del 20 novembre: restano senza IVA, anche se le incassa a dicembre.
- Ogni nuova fattura dal 20 novembre in poi ha l’IVA.
- Per il 2026 il reddito si calcola in modo ordinario su tutto l’anno (compensi meno spese effettive) e paga l’IRPEF, non il 15% sostitutivo.
- Nel 2027 è nel regime ordinario: ha superato gli 85.000 €, quindi non può rientrare.
Se invece Giulia avesse chiuso il 2026 con 98.000 € di incassi, sarebbe rimasta forfettaria per tutto l’anno, senza IVA, e sarebbe passata al regime ordinario dal 1° gennaio 2027.
Quanto si paga: 15%, 5% e coefficienti
Il reddito forfettario si ottiene così: incassi × coefficiente di redditività − contributi previdenziali obbligatori versati nell’anno. Su quel reddito paghi l’imposta sostitutiva:
- 15% come regola generale;
- 5% per l’anno di inizio e i quattro successivi, se nei tre anni precedenti non hai svolto attività d’impresa, artistica o professionale e se la nuova attività non è la semplice prosecuzione del lavoro dipendente o autonomo che facevi prima. La pratica obbligatoria per accedere a una professione non conta come attività precedente.
I coefficienti dipendono dal codice ATECO. I più usati:
| Attività | Coefficiente |
|---|---|
| Professioni, consulenza, sanità, istruzione, servizi finanziari | 78% |
| Altre attività economiche (informatica, servizi, artigianato) | 67% |
| Intermediari del commercio | 62% |
| Commercio, alloggio e ristorazione, industrie alimentari | 40% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 86% |
Per i codici tributo con cui versi saldo e acconti (1790, 1791, 1792) vedi codici tributo del forfettario.
Quali sono le novità del forfettario nel 2026?
Le novità del 2026 sono poche e quasi tutte di dettaglio:
- Soglia di 35.000 € prorogata. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1, comma 27) ha esteso al 2026 il limite di 35.000 € per i redditi da lavoro dipendente, che la L. 207/2024 aveva previsto solo per il 2025. Per entrare o restare nel forfettario nel 2026 conta quanto hai percepito nel 2025.
- Codici ATECO 2025. Con il passaggio alla nuova classificazione, il coefficiente si continua a ricavare dal codice ATECO 2007 corrispondente alla tua attività, finché non verranno approvati coefficienti basati sul nuovo ATECO (D.Lgs. 81/2025). Nel quadro LM della dichiarazione 2026 si indicano entrambi i codici.
- Proroga dei versamenti di luglio. Nel 2026 forfettari e soggetti ISA hanno potuto versare saldo 2025 e primo acconto 2026 fino al 20 luglio 2026 senza maggiorazione (art. 6 del D.L. 89/2026). La scadenza è passata: se non hai pagato, ora puoi rimediare solo con il ravvedimento operoso.
- Niente concordato preventivo biennale. I forfettari non possono aderire al concordato 2026-2027: dopo l’anno di prova la possibilità per loro è stata chiusa. I dettagli sono in concordato preventivo biennale 2026-2027.
La prossima scadenza è il secondo acconto 2026, entro il 30 novembre 2026, con il codice 1791. Le altre date sono nelle scadenze del forfettario 2026.
Cosa cambia per il forfettario nel 2027?
Cosa è già legge. Il D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 è il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 152 del 3 luglio 2026 (S.O. n. 26). Su Normattiva i commi da 54 a 89 dell’art. 1 della L. 190/2014, cioè le norme storiche del forfettario, risultano abrogati da questo decreto con effetto dal 1° gennaio 2027.
Cosa riportano le fonti specializzate, da confermare sul testo ufficiale. Dal periodo d’imposta 2027 il regime è disciplinato dagli articoli 232-243 del nuovo TUIR e i coefficienti passano nell’allegato D. Le regole restano le stesse: 85.000 €, 100.000 €, 20.000 €, 15% e 5%. Per il periodo d’imposta 2026, compresa la dichiarazione che presenterai nel 2027, resta applicabile la L. 190/2014. In pratica cambiano soprattutto i riferimenti normativi, per esempio nelle descrizioni dei codici tributo.
Il limite per i dipendenti torna a 30.000 €. La proroga a 35.000 € vale solo per il 2025 e il 2026. Per il 2027 conta il reddito da lavoro dipendente o pensione percepito nel 2026: se supera i 30.000 € e il rapporto non è cessato nel 2026, nel 2027 non puoi applicare il forfettario.
La Legge di Bilancio 2027 è ancora da scrivere. Il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di bilancio 2027 il 13 ottobre 2026. Secondo la stampa specializzata quel documento non nomina il forfettario. Al 23 ottobre il disegno di legge di bilancio non risulta ancora presentato alle Camere. Circolano due ipotesi: una nuova proroga dei 35.000 € (in Senato c’è anche una proposta di legge per portarli stabilmente a 40.000 €) e l’aumento del limite di accesso a 100.000 €. Nessuna delle due è legge. Aggiorneremo questa pagina quando il testo sarà pubblicato.
Cosa fare adesso
- Controlla quanto hai incassato dal 1° gennaio e stima gli incassi fino al 31 dicembre, rispetto alle soglie di 85.000 € e 100.000 €.
- Se sei anche dipendente o pensionato, stima il reddito 2026 della Certificazione Unica rispetto ai 30.000 €.
- Prepara il secondo acconto del 30 novembre e i contributi INPS in scadenza.
Gli strumenti di F24 Editabile fanno i calcoli e compilano gli F24 a partire dai numeri che inserisci tu. Non sostituiscono un commercialista e non inviano nulla per conto tuo: per i casi di confine, come il superamento delle soglie o un’uscita dal regime, fatti seguire da un professionista.
Domande frequenti
Il limite di 85.000 euro si calcola sul fatturato o sugli incassi?
Sugli incassi dell’anno, perché il forfettario segue il principio di cassa. Una fattura emessa a dicembre e incassata a gennaio conta per l’anno dell’incasso.
Se supero i 100.000 euro devo restituire il 15% già versato?
Per quell’anno il reddito si ricalcola con le regole ordinarie e paghi l’IRPEF al posto del 15%. Come recuperare gli acconti dell’imposta sostitutiva già versati va deciso in dichiarazione con un commercialista, che serve anche per la contabilità e gli adempimenti IVA.
Nel 2027 il limite del forfettario sale a 100.000 euro?
Oggi no. Il limite di accesso resta di 85.000 € e i 100.000 € sono solo la soglia di uscita immediata. L’aumento è un’ipotesi politica che non compare in nessun testo approvato.
Con il nuovo TUIR devo fare qualcosa per restare forfettario nel 2027?
No, non serve nessuna nuova opzione: se rispetti i requisiti continui ad applicare il regime. Cambiano gli articoli di legge di riferimento, non gli adempimenti.
Il 5% vale anche se ho già avuto una partita IVA?
Solo se l’hai chiusa da più di tre anni e la nuova attività non prosegue quella precedente o un lavoro dipendente. Altrimenti paghi il 15%.
Fonti
- Agenzia delle Entrate – Regime forfetario, che cos’è (aggiornata il 21/07/2026)
- Agenzia delle Entrate – Circolare n. 32/E del 5 dicembre 2023 (superamento dei 100.000 €)
- Normattiva – L. 30 dicembre 2025, n. 199, art. 1, comma 27
- Normattiva – D.Lgs. 19 giugno 2026, n. 117 (nuovo TUIR)
- Normattiva – L. 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89
Fonti consultate il 23 ottobre 2026. Le norme cambiano: controlla sempre la versione vigente.
Software, non consulenza fiscale. Non trasmettiamo né paghiamo F24 per conto tuo e non prepariamo dichiarazioni. Importi e scadenze calcolati sono stime basate sui dati che inserisci e sulle regole pubblicate da Agenzia delle Entrate e INPS: verifica sempre con il tuo commercialista prima di pagare. Termini.
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