Partita IVA forfettaria: come aprirla, costi e requisiti 2026
Come aprire la partita IVA forfettaria nel 2026: requisiti, modello AA9/12 o ComUnica, codice ATECO, costi reali (Camera di Commercio, INPS) ed esempio.
Redazione F24 EditabileAggiornato il 7 min di lettura
In breve
Per aprire una partita IVA forfettaria presenti all’Agenzia delle Entrate il modello AA9/12 entro 30 giorni dall’inizio dell’attività (o la ComUnica se sei un’impresa da iscrivere al Registro delle imprese) e barri la casella del regime forfettario. L’apertura è gratuita; i costi veri sono i contributi INPS, l’eventuale diritto camerale, il bollo da 2 € sulle fatture sopra 77,47 € e il commercialista, se lo usi. Requisiti: ricavi o compensi fino a 85.000 € e nessuna causa ostativa.
In questa pagina
Aprire la partita IVA è la parte facile: un modulo, nessuna tassa d’ingresso. Quello che conta è arrivarci sapendo se puoi stare nel forfettario, quale codice ATECO scegliere e quanto ti costerà davvero il primo anno, contributi compresi.
Qui trovi i passaggi pratici e i costi. Le regole del regime (soglie, uscita, novità dal 2027) sono spiegate nella guida al regime forfettario 2026-2027.
Chi può aprire la partita IVA in regime forfettario
Il forfettario è il regime naturale per chi rispetta i limiti: non devi chiedere un permesso, basta dichiararlo all’apertura. I requisiti principali (art. 1, commi 54-57, L. 190/2014):
- ricavi o compensi fino a 85.000 € nell’anno precedente, ragguagliati ad anno; chi inizia nel 2026 parte senza storico, ma se nel corso dell’anno supera 100.000 € esce subito dal regime;
- spese per dipendenti e collaboratori fino a 20.000 € lordi;
- nessuna causa ostativa, tra cui: partecipazione in società di persone o associazioni professionali, controllo di SRL che svolgono attività riconducibili alla tua, attività prevalente verso il datore di lavoro attuale o degli ultimi due anni, e redditi di lavoro dipendente o assimilati oltre 35.000 € nell’anno precedente (limite valido per il 2025 e il 2026, poi torna a 30.000 € salvo proroghe).
Se hai anche un lavoro dipendente, il caso è spiegato nel dettaglio in forfettario e lavoro dipendente: la soglia non opera se il rapporto è cessato.
Come si apre la partita IVA forfettaria
Il canale dipende da cosa fai.
Professionisti e lavoratori autonomi: modello AA9/12
Se non devi iscriverti al Registro delle imprese (professionisti, consulenti, freelance con o senza albo) presenti il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Puoi farlo:
- da solo, con il software gratuito dell’Agenzia e l’invio dall’area riservata (SPID, CIE o CNS);
- via PEC, con oggetto “Dichiarazione di inizio attività”;
- in un ufficio dell’Agenzia, su appuntamento;
- tramite un intermediario (commercialista, CAF).
La partita IVA viene attribuita subito e ti arriva la ricevuta con il numero.
Ditte individuali (artigiani e commercianti): ComUnica
Se la tua attività va iscritta al Registro delle imprese, non usi l’AA9/12 da solo: invii la Comunicazione Unica (ComUnica) alla Camera di Commercio. Con un’unica pratica ottieni partita IVA, iscrizione al Registro delle imprese (e all’albo artigiani, se serve) e iscrizione alla gestione INPS artigiani o commercianti. Per le attività che lo richiedono, insieme alla ComUnica si presenta anche la SCIA al Comune.
Cosa scrivere nel modello
- Codice ATECO: dal 1° aprile 2025 si usa la classificazione ATECO 2025. Il coefficiente di redditività però, finché non arrivano tabelle aggiornate, si individua ancora con il corrispondente codice ATECO 2007: se il codice nuovo non è chiaro, chiedi al commercialista o usa la tavola di raccordo ISTAT.
- Regime: nel modello c’è la casella per il regime forfettario. Barrala: è la comunicazione che vale come scelta.
- Operazioni intracomunitarie: se compri servizi da fornitori UE (software, pubblicità online) o lavori con clienti UE, chiedi subito l’iscrizione al VIES. Come funziona e perché serve anche al forfettario: partita IVA comunitaria e VIES.
Quanto costa aprire e tenere una partita IVA forfettaria
Aprire la partita IVA all’Agenzia delle Entrate non costa nulla. I costi arrivano dopo, e dipendono soprattutto dal tipo di attività.
| Voce | Professionista (AA9/12) | Ditta individuale (ComUnica) |
|---|---|---|
| Apertura partita IVA | Gratis | Gratis |
| Iscrizione Registro imprese | Non dovuta | Di norma 17,50 € di bollo + 18 € di diritti di segreteria (pratica online) |
| Diritto annuale Camera di Commercio | Non dovuto | 100 € sezione ordinaria, 44 € sezione speciale (artigiani, piccoli imprenditori); nelle Camere con la maggiorazione del 20% 120 € e 53 € |
| Contributi previdenziali | Gestione Separata INPS 26,07% sul reddito, nessun minimo fisso (o la tua cassa, se sei iscritto a un albo che ne ha una) | Contributo fisso 4.521,36 € (artigiani) o 4.611,64 € (commercianti) nel 2026, più la quota sopra il minimale |
| PEC | Obbligatoria se iscritto a un albo | Obbligatoria (domicilio digitale) |
| Firma digitale | Utile, non sempre necessaria | Serve per firmare la ComUnica (o la firma l’intermediario) |
| Commercialista | Facoltativo | Facoltativo |
Qualche nota sui numeri:
- il diritto annuale delle nuove imprese si paga entro 30 giorni dalla domanda di iscrizione, poi ogni anno entro il termine del primo acconto delle imposte; l’importo esatto dipende dalla tua Camera di Commercio, verificalo sul suo sito;
- per PEC, firma digitale e commercialista non ci sono tariffe fisse: una PEC base costa di solito pochi euro l’anno, la firma digitale qualche decina di euro, la consulenza per un forfettario in genere alcune centinaia di euro l’anno. Sono ordini di grandezza indicativi, non prezzi ufficiali;
- i contributi INPS sono la voce più pesante; come si calcolano, minimali, riduzione del 35% per artigiani e commercianti e causali F24 sono spiegati nella pagina sui contributi INPS del forfettario.
Fattura elettronica e bollo
Dal 1° gennaio 2024 tutti i forfettari emettono fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio, a prescindere dai ricavi. Puoi usare i servizi gratuiti dell’Agenzia delle Entrate o un software a pagamento.
Le fatture del forfettario non hanno IVA, quindi sopra 77,47 € si applica l’imposta di bollo da 2 €, che puoi riaddebitare al cliente. Con la fattura elettronica il bollo si versa con F24 in modo cumulativo, a scadenze trimestrali (codice tributo 2521 per il primo trimestre).
Esempio: quanto paghi il primo anno con 30.000 € di compensi
Esempio · Professionista che apre nel 2026
Apri la partita IVA a gennaio 2026 come consulente (gruppo “attività professionali”, coefficiente 78%), hai i requisiti per l’aliquota start-up del 5% e sei iscritto alla Gestione Separata INPS (26,07%). Nel 2026 incassi 30.000 €.
| Voce | Calcolo | Importo |
|---|---|---|
| Reddito forfettario lordo | 30.000 × 78% | 23.400,00 € |
| Contributi Gestione Separata 2026 | 23.400 × 26,07% | 6.100,38 € |
| Contributi versati nel 2026 (deducibili quest’anno) | primo anno, nessun versamento | 0,00 € |
| Reddito imponibile 2026 | 23.400 − 0 | 23.400,00 € |
| Imposta sostitutiva 2026 | 23.400 × 5% | 1.170,00 € |
| Totale tasse e contributi sul 2026 | 6.100,38 + 1.170 | 7.270,38 € |
| Ti restano | 30.000 − 7.270,38 | 22.729,62 € |
I contributi si deducono per cassa, cioè nell’anno in cui li paghi. Nel primo anno non hai versato nulla, quindi l’imposta 2026 si calcola sull’intero reddito lordo. I 6.100,38 € del 2026 li paghi a saldo nel 2027 e li deduci dal reddito 2027.
Dal secondo anno, con contributi versati regolarmente ogni anno, il conto si avvicina a questo: 23.400 − 6.100,38 = 17.299,62 € di imponibile, e un’imposta di 864,98 €.
Quando paghi: nel primo anno non ci sono acconti. Il saldo 2026 di imposta e contributi scade con la dichiarazione, entro il 30 giugno 2027, insieme al primo acconto per il 2027. Conviene accantonare fin da subito circa un quarto di ogni incasso.
I numeri cambiano se sei artigiano o commerciante (contributo fisso anche con reddito basso), se il tuo coefficiente è diverso o se non hai diritto al 5%. Per rifarlo sui tuoi dati usa il calcolatore: imposta, contributi, acconti e scadenze in un minuto.
Errori comuni quando apri la partita IVA
- Aprire in ritardo: il modello va presentato entro 30 giorni dall’inizio dell’attività. Fatturare prima di avere la partita IVA non si può.
- Codice ATECO sbagliato: determina il coefficiente di redditività e quindi quanto paghi. Scegli quello dell’attività che svolgi davvero, non il più “conveniente”.
- Dimenticare l’INPS: se sei artigiano o commerciante, la ComUnica attiva l’iscrizione e il contributo fisso parte subito, anche se fatturi poco. Se vuoi la riduzione del 35% devi chiederla.
- Non accantonare: il primo anno non paghi acconti, ma a giugno dell’anno dopo arrivano insieme saldo e primo acconto.
- Ignorare le operazioni con l’estero: anche un abbonamento software da un fornitore UE ti obbliga a integrare la fattura e a versare l’IVA.
Domande frequenti
Quanto costa aprire una partita IVA forfettaria?
L’apertura all’Agenzia delle Entrate è gratuita. Per una ditta individuale si aggiungono bollo e diritti di segreteria della ComUnica e il diritto annuale della Camera di Commercio; per tutti, contributi INPS ed eventuali PEC, firma digitale e commercialista.
Posso aprire la partita IVA forfettaria da solo, senza commercialista?
Sì. Il modello AA9/12 si compila con il software gratuito dell’Agenzia e si invia dall’area riservata con SPID, CIE o CNS. Per la ComUnica serve la firma digitale; molti preferiscono comunque farsi seguire da un intermediario.
Devo chiedere il permesso per entrare nel forfettario?
No. Se hai i requisiti basta barrare la casella del regime nel modello di apertura. Se invece non li hai, applichi il regime ordinario anche se hai barrato la casella.
Il primo anno pago gli acconti?
Di norma no: gli acconti si calcolano sull’imposta e sui contributi dell’anno precedente, che il primo anno non esistono. Paghi tutto con il saldo dell’anno dopo, insieme al primo acconto.
Che codice ATECO metto nel 2026?
Un codice della classificazione ATECO 2025, in uso dal 1° aprile 2025. Il coefficiente di redditività si ricava ancora dal codice ATECO 2007 corrispondente, finché non vengono approvati coefficienti aggiornati.
Serve la PEC per la partita IVA forfettaria?
È obbligatoria per le imprese iscritte al Registro delle imprese e per i professionisti iscritti a un albo. Per gli altri professionisti non è obbligatoria, ma è comoda per ricevere comunicazioni e inviare il modello AA9/12.
Fonti
- Agenzia delle Entrate – Come aprire una partita IVA (AA9/12)
- Agenzia delle Entrate – Regime forfetario, le regole
- Agenzia delle Entrate – Istruzioni Redditi PF 2026, Fascicolo 3 (quadro LM)
- Agenzia delle Entrate – Circolare 32/E del 5 dicembre 2023 (forfettari e fattura elettronica)
- INPS – Circolare n. 8 del 3 febbraio 2026 (Gestione Separata)
- INPS – Circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 (artigiani e commercianti)
- Camera di Commercio Ferrara e Ravenna – Diritto annuale 2026, importi
Fonti consultate il 23 ottobre 2026. Le norme cambiano: controlla sempre la versione vigente.
Software, non consulenza fiscale. Non trasmettiamo né paghiamo F24 per conto tuo e non prepariamo dichiarazioni. Importi e scadenze calcolati sono stime basate sui dati che inserisci e sulle regole pubblicate da Agenzia delle Entrate e INPS: verifica sempre con il tuo commercialista prima di pagare. Termini.
Quanto paghi quest’anno da forfettario?
Imposta sostitutiva, contributi INPS e scadenze sui tuoi numeri. Poi, se vuoi, tutti gli F24 dell’anno già compilati con il Piano F24 a 19 €.
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