Partita IVA comunitaria e VIES per i forfettari
Cos’è il VIES, come iscrivere la partita IVA forfettaria, quando si viene esclusi e come gestire servizi comprati e venduti in UE: reverse charge e F24.
Redazione F24 EditabileAggiornato il 7 min di lettura
In breve
La “partita IVA comunitaria” è la normale partita IVA iscritta al VIES, l’archivio degli operatori autorizzati alle operazioni intracomunitarie. Anche il forfettario può iscriversi: barrando la casella nel modello AA9/12 all’apertura o, dopo, con i servizi telematici dell’Agenzia; l’inclusione è immediata. Serve se compri servizi da fornitori UE o lavori con clienti UE: sugli acquisti integri la fattura con l’IVA italiana e la versi con F24, senza poterla detrarre.
In questa pagina
- Cos’è il VIES e cosa vuol dire partita IVA comunitaria
- Come iscrivere la partita IVA al VIES
- Quando si viene esclusi dal VIES
- Come verificare una partita IVA nel VIES
- Forfettario che compra servizi da fornitori UE
- Esempio: abbonamento software da 100 € da una società irlandese
- Forfettario che vende servizi a clienti UE
- Intrastat: cosa deve presentare il forfettario
Molti forfettari scoprono il VIES quando un fornitore europeo (un software, una piattaforma di annunci, un hosting) chiede la partita IVA “comunitaria” per non applicare la sua IVA. Non è una seconda partita IVA: è la stessa, abilitata alle operazioni con l’UE. Con l’abilitazione arrivano però alcuni adempimenti, che il regime forfettario non elimina.
Cos’è il VIES e cosa vuol dire partita IVA comunitaria
Il VIES (VAT Information Exchange System) è il sistema europeo che collega le banche dati IVA degli Stati membri. In Italia l’Agenzia delle Entrate tiene l’archivio dei soggetti che hanno chiesto di effettuare operazioni intracomunitarie (art. 35 DPR 633/1972): se la tua partita IVA è nell’archivio, un fornitore o un cliente di un altro Paese UE la trova come valida e può trattarti da operatore economico.
“Partita IVA comunitaria” è quindi un modo di dire: il numero non cambia, si aggiunge solo il prefisso IT quando lo comunichi all’estero (IT + 11 cifre).
Come iscrivere la partita IVA al VIES
Le strade sono due:
- all’apertura: nel modello AA9/12 c’è il campo “Operazioni intracomunitarie” (quadro I). È la manifestazione di volontà prevista dall’art. 35, comma 2, lett. e-bis, DPR 633/1972. Le ditte individuali lo indicano nella ComUnica;
- dopo: con i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (area riservata, Fisconline con SPID, CIE o CNS) oppure tramite un intermediario abilitato, che deve darti copia della ricevuta.
Secondo l’Agenzia, la partita IVA viene inclusa nell’archivio appena l’opzione è ricevuta. Puoi revocarla quando vuoi, sempre solo per via telematica. Se stai aprendo adesso, i passaggi completi sono nella guida su come aprire la partita IVA forfettaria.
Quando si viene esclusi dal VIES
L’iscrizione non è per sempre. L’Agenzia controlla la presentazione degli elenchi riepilogativi Intrastat: chi non ne presenta nessuno per quattro trimestri consecutivi viene escluso dall’archivio (art. 35, comma 7-bis, DPR 633/1972). L’esclusione arriva dopo una comunicazione dell’Agenzia e ha effetto dal sessantesimo giorno successivo; entro quel termine puoi evitarla documentando le operazioni intracomunitarie dei quattro trimestri contestati. Dopo l’esclusione puoi chiedere di nuovo l’iscrizione con la stessa procedura.
Attenzione: per un forfettario che compra solo servizi da fornitori UE gli Intrastat di solito non sono dovuti (vedi sotto), quindi l’esclusione per inattività è un rischio concreto. Se a un certo punto il fornitore ti addebita la sua IVA, controlla per prima cosa lo stato della tua partita IVA.
Come verificare una partita IVA nel VIES
Per controllare la tua o quella di un fornitore o cliente:
- sul sito della Commissione europea (servizio VIES VAT number validation): scegli il Paese e inserisci il numero senza prefisso; la risposta è “valido” o “non valido” per le operazioni intracomunitarie;
- sul servizio di verifica partita IVA dell’Agenzia delle Entrate, che indica se un numero italiano è attivo; per l’abilitazione alle operazioni UE fa fede la risposta del VIES.
Conserva la stampa della verifica fatta il giorno dell’operazione: è la prova che hai trattato il cliente come operatore UE. Come fare passo per passo: verifica partita IVA.
Forfettario che compra servizi da fornitori UE
È il caso più frequente: abbonamenti software, pubblicità sui social, hosting, piattaforme. Per i servizi generici (art. 7-ter DPR 633/1972) l’operazione si considera effettuata in Italia e il debitore dell’IVA sei tu, con il meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge). Per i servizi non c’è alcuna soglia minima: vale anche per 10 €.
Cosa devi fare:
- comunicare al fornitore la partita IVA con prefisso IT: se è nel VIES, il fornitore emette fattura senza IVA del suo Paese;
- integrare la fattura con aliquota e IVA italiana, inviando al Sistema di Interscambio un documento TD17. Il termine indicato nelle istruzioni è il giorno 15 del mese successivo a quello di ricevimento della fattura;
- versare l’IVA con F24. Dalle operazioni effettuate dal 1° ottobre 2025 il forfettario versa l’IVA sulle operazioni in inversione contabile, comprese quelle intracomunitarie, entro il 16 del secondo mese successivo a ciascun trimestre solare (art. 1, comma 58, lett. e-bis, L. 190/2014, introdotta dal D.Lgs. 81/2025). Prima il termine era mensile.
Le scadenze trimestrali sono quindi il 16 maggio, il 16 agosto (che slitta al 20 agosto), il 16 novembre e il 16 febbraio dell’anno dopo. Per le operazioni del terzo trimestre 2026 la scadenza è lunedì 16 novembre 2026; per il quarto trimestre, martedì 16 febbraio 2027.
L’IVA versata non è detraibile: per il forfettario è un costo. Non presenti nemmeno la dichiarazione IVA per questo.
Nota · Il codice tributo
Per il versamento trimestrale dei forfettari l’Agenzia non ha istituito un codice tributo dedicato, e le indicazioni dei professionisti non coincidono: c’è chi usa i codici dell’IVA trimestrale (6031-6034, in base al trimestre), chi i codici mensili, e le guide precedenti alla riforma citavano il 6099. Prima di pagare, fatti confermare il codice dal tuo commercialista o dall’Agenzia.
E se compri beni da un fornitore UE?
Per i beni c’è una soglia. Finché i tuoi acquisti intracomunitari di beni nell’anno (e nell’anno precedente) restano entro 10.000 €, paghi l’IVA del Paese del fornitore come un privato (art. 38, comma 5, lett. c, D.L. 331/1993, richiamato dal comma 58 della L. 190/2014). Sopra soglia, o se scegli di farlo, l’acquisto diventa intracomunitario: integri la fattura e versi l’IVA italiana come per i servizi.
Esempio: abbonamento software da 100 € da una società irlandese
Esempio · Reverse charge su un servizio da 100 €
Sei forfettario, iscritto al VIES. A ottobre 2026 ricevi da una società irlandese la fattura del tuo abbonamento software: 100,00 €, senza IVA irlandese, con la dicitura “reverse charge”.
| Passaggio | Cosa fai | Importo |
|---|---|---|
| Fattura del fornitore | Imponibile, senza IVA | 100,00 € |
| Integrazione con TD17 | IVA italiana 22% | 22,00 € |
| Invio al Sistema di Interscambio | entro il 15 novembre 2026 | |
| Versamento F24 (quarto trimestre 2026) | entro il 16 febbraio 2027 | 22,00 € |
| Detrazione IVA | non spetta al forfettario | 0,00 € |
| Costo effettivo | 100 + 22 | 122,00 € |
Se nello stesso trimestre hai altri acquisti in reverse charge, sommi l’IVA di tutte le fatture e la versi con un unico F24. Il costo, IVA compresa, non riduce le tasse: nel forfettario il reddito si calcola con il coefficiente di redditività, non con le spese.
Se la tua partita IVA non fosse nel VIES, il fornitore applicherebbe l’IVA irlandese (23%): pagheresti 123 € e quell’IVA non si recupera.
Forfettario che vende servizi a clienti UE
Se fai una prestazione di servizi generici a un’impresa o a un professionista UE con partita IVA valida nel VIES, l’operazione è non soggetta a IVA in Italia (art. 7-ter DPR 633/1972): l’IVA la assolve il cliente nel suo Paese.
In fattura elettronica:
- nessuna IVA, con natura N2.1 (operazioni non soggette ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies) e il codice destinatario “XXXXXXX” per il cliente estero;
- l’indicazione “inversione contabile” e il riferimento all’art. 7-ter;
- il bollo da 2 € se l’importo supera 77,47 €.
Per questi servizi resi va presentato il modello Intrastat dei servizi resi (INTRA-1 quater): trimestrale se in nessuno dei quattro trimestri precedenti hai superato 50.000 €, mensile altrimenti. Sono proprio questi elenchi a mantenerti attivo nel VIES.
Se il cliente è un privato UE, invece, il servizio generico resta soggetto alle regole italiane: da forfettario non addebiti IVA, come per un cliente italiano.
Intrastat: cosa deve presentare il forfettario
| Operazione | Intrastat |
|---|---|
| Servizi generici resi a clienti UE | Sì, INTRA-1 quater (trimestrale o mensile) |
| Servizi ricevuti da fornitori UE | No, salvo acquisti di servizi da 100.000 € a trimestre (allora mensile) |
| Acquisti di beni entro 10.000 € | No, non sono acquisti intracomunitari |
Le soglie si verificano per ciascuna categoria separatamente. Nel dubbio, soprattutto se vendi beni, fai verificare la tua situazione dal commercialista.
Domande frequenti
La partita IVA comunitaria costa qualcosa?
No. L’iscrizione al VIES è gratuita e usa la tua partita IVA di sempre. I costi vengono dagli adempimenti: l’IVA da versare sugli acquisti in reverse charge e, se vendi servizi a clienti UE, gli elenchi Intrastat.
Il forfettario deve per forza iscriversi al VIES?
Solo se fa operazioni intracomunitarie con altri operatori UE. Se compri servizi da fornitori UE senza essere nel VIES, il fornitore ti applica la sua IVA, che resta un costo e non ti esonera dagli obblighi italiani: conviene iscriversi.
Quanto tempo ci vuole per comparire nel VIES?
L’Agenzia delle Entrate indica che l’inclusione avviene appena riceve l’opzione. Il sito della Commissione europea può impiegare un po’ di più ad aggiornarsi: verifica il giorno dopo prima di dare il numero al fornitore.
Posso detrarre l’IVA pagata sugli acquisti in reverse charge?
No. Il comma 58 della L. 190/2014 esclude la detrazione per i forfettari: l’IVA versata con F24 è un costo definitivo.
Sono stato escluso dal VIES: cosa faccio?
Puoi chiedere di nuovo l’inclusione con i servizi telematici dell’Agenzia o tramite un intermediario. Nel frattempo i fornitori UE potrebbero addebitarti la loro IVA.
Fonti
- Agenzia delle Entrate – Inclusione archivio VIES, come avviene
- Agenzia delle Entrate – Autorizzazione per effettuare operazioni intracomunitarie (professionisti)
- Normattiva – L. 190/2014, art. 1, comma 58 (testo vigente nel 2026)
- Agenzia delle Entrate – Guida alla compilazione delle fatture elettroniche e dell’esterometro
- Commissione europea – VIES, verifica del numero di partita IVA
Fonti consultate il 23 ottobre 2026. Le norme cambiano: controlla sempre la versione vigente.
Software, non consulenza fiscale. Non trasmettiamo né paghiamo F24 per conto tuo e non prepariamo dichiarazioni. Importi e scadenze calcolati sono stime basate sui dati che inserisci e sulle regole pubblicate da Agenzia delle Entrate e INPS: verifica sempre con il tuo commercialista prima di pagare. Termini.
Devi compilare un F24 ordinario?
Scrivi codici tributo e importi sullo schermo, controlliamo codice fiscale e totali, scarichi il PDF ufficiale. Gratis, senza registrazione.
Apri l’F24 editabileGuide collegate
Partita IVA
Verifica partita IVA: come controllare se è attiva
Come fare la verifica di una partita IVA gratis sul sito dell’Agenzia delle Entrate, cosa mostra, come calcolare la cifra di controllo e cosa fare se è cessata.
Partita IVA
Partita IVA forfettaria: come aprirla, costi e requisiti 2026
Come aprire la partita IVA forfettaria nel 2026: requisiti, modello AA9/12 o ComUnica, codice ATECO, costi reali (Camera di Commercio, INPS) ed esempio.
Regime forfettario
Regime forfettario 2026: limiti, novità e cosa cambia nel 2027
Forfettario 2026: limite di 85.000 €, uscita immediata oltre 100.000 € con esempio, 15% o 5%, soglia di 35.000 € per i dipendenti e il nuovo TUIR dal 2027.