Verifica partita IVA: come controllare se è attiva
Come fare la verifica di una partita IVA gratis sul sito dell’Agenzia delle Entrate, cosa mostra, come calcolare la cifra di controllo e cosa fare se è cessata.
Redazione F24 EditabileAggiornato il 7 min di lettura
In breve
Per verificare una partita IVA italiana usa il servizio gratuito "Verifica partita IVA" dell’Agenzia delle Entrate: inserisci le 11 cifre e il codice di sicurezza. Se il numero è registrato in Anagrafe tributaria vedi se è attiva, sospesa o cessata, la denominazione o il nome del titolare, la data di inizio attività ed eventuali date di sospensione o cessazione. Per i numeri di altri Paesi UE si usa invece il VIES.
In questa pagina
- Come verificare una partita IVA sul sito dell’Agenzia delle Entrate
- Come si controlla una partita IVA europea?
- Com’è fatta una partita IVA italiana
- Come si calcola la cifra di controllo della partita IVA
- Quando serve la visura camerale
- Cosa fare se la partita IVA del fornitore è cessata
- La fattura elettronica viene scartata?
Prima di pagare un fornitore nuovo o di emettere fattura a un cliente conviene controllare la sua partita IVA. Bastano trenta secondi, e una partita IVA cessata o sbagliata può costarti una fattura scartata o l’IVA che non riesci a detrarre.
Ci sono tre livelli di controllo, dal più rapido al più completo. La cifra di controllo ti dice se il numero è scritto bene. Il servizio dell’Agenzia delle Entrate ti dice se esiste ed è attivo. La visura camerale ti dice chi c’è dietro.
Come verificare una partita IVA sul sito dell’Agenzia delle Entrate
Il servizio si chiama Verifica partita IVA ed è gratuito, senza registrazione né SPID. È previsto dall’art. 35-quater del DPR 633/1972, che consente a chiunque di controllare una partita IVA sui dati dell’Anagrafe tributaria. Dal 1° gennaio 2027 l’articolo è abrogato dal D.Lgs. 10/2026 (nuovo testo unico IVA), che riordina la materia: non risultano annunci di chiusura del servizio, ma verifica la pagina dell’Agenzia.
- Apri la pagina del servizio sul sito telematici.agenziaentrate.gov.it (link nelle fonti in fondo).
- Clicca su "Verifica partita IVA".
- Scrivi le 11 cifre, senza il prefisso IT.
- Inserisci il codice di sicurezza (c’è anche la versione audio) e conferma.
Se la partita IVA risulta in Anagrafe tributaria, la risposta mostra:
- lo stato: attiva, sospesa (per esempio per affitto d’azienda) o cessata;
- la denominazione, oppure cognome e nome se il titolare è una persona fisica;
- la data di inizio attività e, se ci sono, le date di sospensione o cessazione;
- se il numero appartiene a un Gruppo IVA o a un suo partecipante.
Se il numero non esiste, il servizio ti dice che la partita IVA non è valida. Il servizio non mostra indirizzo, PEC o codice ATECO: per quelli serve la visura camerale.
Come si controlla una partita IVA europea?
Il servizio dell’Agenzia funziona solo per le partite IVA italiane. Per un fornitore o cliente di un altro Paese UE, o per sapere se una partita IVA italiana è abilitata alle operazioni intracomunitarie, si usa il sistema VIES della Commissione europea. Trovi la procedura completa nella guida alla partita IVA comunitaria e al VIES.
Com’è fatta una partita IVA italiana
La partita IVA è composta da 11 cifre, secondo lo schema fissato dal decreto ministeriale 23 dicembre 1976:
| Cifre | Significato |
|---|---|
| 1-7 | numero di matricola del contribuente, assegnato dall’ufficio |
| 8-10 | codice dell’ufficio provinciale che l’ha attribuita (per esempio 015 Milano, 058 Roma) |
| 11 | cifra di controllo, calcolata sulle prime dieci |
Esistono anche codici ufficio particolari, come il 999 per i soggetti non residenti che si identificano direttamente in Italia (art. 35-ter DPR 633/1972). Per le società il codice fiscale numerico di solito coincide con la partita IVA.
Come si calcola la cifra di controllo della partita IVA
L’undicesima cifra si ottiene con un algoritmo simile a quello di Luhn, usato anche per le carte di pagamento. Serve a intercettare gli errori di battitura: se sbagli una cifra, il controllo non torna più.
- Somma le cifre in posizione dispari (1ª, 3ª, 5ª, 7ª, 9ª): chiamala X.
- Prendi le cifre in posizione pari (2ª, 4ª, 6ª, 8ª, 10ª) e raddoppiale. Se il doppio supera 9, togli 9. Somma i risultati: chiamala Y.
- Calcola T = (X + Y) diviso 10, e tieni il resto.
- La cifra di controllo è (10 − T), e se T vale 0 la cifra è 0.
Esempio · Calcolo della cifra di controllo
Prendiamo un numero di prova: matricola 1234567 e codice ufficio 015. Le prime dieci cifre sono 1 2 3 4 5 6 7 0 1 5.
| Posizione | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Cifra | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 0 | 1 | 5 |
| Valore usato | 1 | 4 | 3 | 8 | 5 | 3 | 7 | 0 | 1 | 1 |
- Dispari: X = 1 + 3 + 5 + 7 + 1 = 17
- Pari raddoppiate: 2→4, 4→8, 6→12→3, 0→0, 5→10→1, quindi Y = 4 + 8 + 3 + 0 + 1 = 16
- T = (17 + 16) diviso 10 = 33, resto 3
- Cifra di controllo = 10 − 3 = 7
La partita IVA formalmente corretta è 12345670157. Se qualcuno ti scrive 12345670158, il numero è sbagliato: l’ultima cifra non torna. È un numero inventato per l’esempio: passa il controllo matematico, ma non per questo esiste in Anagrafe tributaria.
La cifra di controllo ti dice solo che il numero è scritto bene. Non ti dice che la partita IVA esiste, né che è attiva: per quello serve il servizio dell’Agenzia.
Lo stesso controllo lo fa il nostro F24 editabile quando inserisci un codice fiscale numerico di 11 cifre nella sezione contribuente: se la cifra di controllo non torna, te lo segnala prima di scaricare il PDF.
Quando serve la visura camerale
Il servizio dell’Agenzia ti dà stato e nome, ma non ti dice chi rappresenta l’azienda, dove ha sede o se è in liquidazione. Per questo c’è la visura camerale del Registro delle imprese, che puoi chiedere a pagamento su registroimprese.it o in Camera di commercio. Riporta tra l’altro:
- ragione sociale, sede, PEC e codice ATECO;
- stato dell’impresa (attiva, inattiva, in liquidazione, cessata) ed eventuali procedure concorsuali;
- legali rappresentanti, soci e amministratori, per le società.
Attenzione: i liberi professionisti senza attività d’impresa non sono iscritti al Registro delle imprese, quindi per loro la visura non esiste. In quel caso ti basta il servizio dell’Agenzia, più l’albo professionale se c’è.
Cosa fare se la partita IVA del fornitore è cessata
Prima di tutto confronta la data di cessazione con la data della fattura.
- Cessata dopo la fattura: è normale. Un’attività che chiude emette le ultime fatture e poi cessa. L’IVA che hai pagato resta detraibile alle condizioni ordinarie.
- Cessata prima della fattura: è un campanello d’allarme. Una fattura emessa con una partita IVA già chiusa può portare l’Agenzia a contestarti la detrazione dell’IVA. In alcuni casi la Cassazione ha dato peso al fatto che la cessazione si potesse scoprire con una semplice verifica. Per difenderti devi provare la tua buona fede, e una verifica fatta e conservata prima di pagare aiuta.
In pratica:
- Non pagare finché non hai chiarito. Chiedi al fornitore con quale partita IVA opera oggi: può averne aperta una nuova, oppure lavorare tramite una società.
- Fatti riemettere la fattura con i dati corretti. Se l’avevi già registrata, il fornitore la annulla con una nota di credito.
- Conserva una stampa o uno screenshot della verifica con la data: è la prova della tua diligenza.
- Se la fattura riguarda importi rilevanti, parlane con il tuo commercialista prima di detrarre l’IVA.
La fattura elettronica viene scartata?
Lo SdI controlla le partite IVA indicate in fattura sull’Anagrafe tributaria. Se la tua partita IVA non risulta valida la fattura è scartata con codice 00301. Se è quella del cliente, il codice è 00305. Una fattura scartata si considera non emessa: va corretta e trasmessa di nuovo.
Una partita IVA cessata non sempre produce lo scarto: ci sono casi documentati di fatture accettate dallo SdI nonostante la cessazione, con il problema emerso dopo. Per questo il controllo va fatto a monte, quando inserisci il cliente o il fornitore in anagrafica, non affidato allo SdI.
Se stai aprendo la tua partita IVA, trovi i passaggi in come aprire la partita IVA forfettaria. Se sei già forfettario, puoi stimare quanto pagherai con il calcolatore delle tasse.
Domande frequenti
La verifica della partita IVA sul sito dell’Agenzia è gratuita?
Sì. Il servizio è gratuito, non richiede registrazione né SPID e funziona con le 11 cifre più un codice di sicurezza.
Posso risalire al nome del titolare partendo dalla partita IVA?
Sì. Il servizio dell’Agenzia mostra la denominazione oppure cognome e nome del titolare, insieme allo stato della partita IVA e alle date di inizio, sospensione o cessazione.
Una partita IVA che supera il controllo della cifra finale è sicuramente valida?
No. La cifra di controllo dice solo che il numero è scritto in modo coerente. Per sapere se esiste ed è attiva devi usare il servizio dell’Agenzia delle Entrate.
Cosa significa partita IVA sospesa?
Che l’attività è temporaneamente ferma, per esempio perché l’azienda è stata data in affitto. Il servizio dell’Agenzia mostra la data di sospensione.
Come controllo la partita IVA di un fornitore tedesco o francese?
Con il VIES della Commissione europea, che verifica le partite IVA abilitate alle operazioni intracomunitarie in tutti i Paesi UE.
Fonti
- Agenzia delle Entrate – Servizio di verifica partita IVA
- Agenzia delle Entrate – Modulo di verifica partita IVA (esito e dati mostrati)
- Normattiva – art. 35-quater DPR 633/1972, Pubblicità in materia di partita IVA (testo vigente al 23/10/2026)
Fonti consultate il 23 ottobre 2026. Le norme cambiano: controlla sempre la versione vigente.
Software, non consulenza fiscale. Non trasmettiamo né paghiamo F24 per conto tuo e non prepariamo dichiarazioni. Importi e scadenze calcolati sono stime basate sui dati che inserisci e sulle regole pubblicate da Agenzia delle Entrate e INPS: verifica sempre con il tuo commercialista prima di pagare. Termini.
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